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Cervicalgia



Per cervicalgia si intende un dolore localizzato al rachide cervicale (tra C1 e C7) che ne limita il movimento e rappresenta uno dei segni presenti nell'artrosi interessante tale segmento scheletrico, ma una sintomatologia algica alla colonna cervicale può aversi anche in assenza di alterazioni artrosiche.
In quest'ultimo caso rappresenta il risultato di alterazioni posturali con squilibro dei muscoli della colonna cervicale. Tali condizioni si realizzano in seguito a prolungate posture scorrette e possono sommarsi in senso peggiorativo ad un’eventuale patologia degenerativa artrosica.
Almeno nelle fasi iniziali, la maggior parte dei pazienti lamenta difficoltà nei movimenti del rachide in rotazione ( es.: per guardare indietro nelle manovre di retromarcia) e dolore localizzato che spesso si irradia in sede occipitale e alle spalle.
All’esame obiettivo si rileva una contrattura  con dolore alla palpazione delle masse muscolari paravertebrali e alla pressione sulle spinose.
Il quadro radiografico può mostrare tutti i gradi della degenerazione artrosica della colonna cervicale (irregolarità del profilo delle articolazioni posteriori, presenza di osteofiti (“becchi” ossei che rappresentano il tentativo dell’osso di proteggersi dal processo degenerativo), restringimento dei canali di coniugazione e discopatie. L’entità delle alterazioni apprezzabili radiograficamente spesso non è in rapporto con l’intensità della sintomatologia dolorosa, nel senso che quadri iconografici con interessamento modesto possono accompagnarsi ad una sintomatologia intensa e viceversa.


Trattamento

Nel trattamento delle algie vertebrali, in questo caso del tratto cervicale, molti sono stati i trattamenti proposti ed utilizzati. Uno schema che ci sentiamo di proporre in via generale (è ovvio che ogni paziente andrà valutato e trattato “caso per caso”) è il seguente:

- Irradiazione infrarossa

- Massoterapia di sfioramento

- Chinesiterapia

La nostra attenzione si orienta più verso quest’ultimo punto, essendo quello che può assicurarci i risultati più sicuri e di lunga durata. Una corretta seduta chinesiterapica sarà svolta con le seguenti modalità esecutive:

- Mobilizzazione passiva (in decubito supino con manovre di "pompage")

- Presa di coscienza e correzione della postura

- Esercizi attivi (in postura assisa)

La mobilizzazione passiva sarà eseguita ad opera del terapista con paziente supino nelle direzioni permesse dal rachide cervicale cioè: flessione, inclinazione e rotazione, arrivando al limite consentito senza scatenare dolore e operando anche delle caute trazioni del tratto cervicale. I movimenti dovranno essere lenti e graduali in modo da evitare lo scatenarsi di fenomeni riflessi o vertigini.

La presa di coscienza della postura verrà eseguita in postura assisa di fronte allo specchio e il paziente dopo aver valutato la posizione assunta dalla colonna cervicale verrà invitato ad assumere un atteggiamento corretto del capo.


Gli esercizi attivi rivestono un ruolo importante perché rappresentano il solo modo per poter riequilibrare le eventuali anomalie e squilibri tra i muscoli del rachide cervicale. Vengono anch’essi eseguiti in postura assisa con movimenti che rispecchiano la fisiologia del rachide cervicale: estensione, flessione, rotazione ed inclinazione. Il terapista potrà, valutando da caso a caso, la necessità di contrastare il movimento attivo del paziente, realizzando in tal modo un sistema di facilitazione al rilassamento del muscolo controlaterale.

Nel caso di una sintomatologia algica spiccata utile come preparazione alla seduta di chinesiterapia, per ridurre il dolore e permettere una maggiore intensità della stessa, l’uso della terapia con correnti antalgiche (diadinamiche, T.E.N.S., alto voltaggio, interferenziale) o con strumentazione di diatermia che generano un flusso energetico capacitivo e resistivo (tecarterapia), da scegliersi in funzione della sede e dell’intensità del dolore.

Al paziente verrà raccomandato oltre al riposo su un letto adeguatamente rigido l’uso di un cuscino (di forma cilindrica o meglio anatomico) e di eseguire gli esercizi attivi appresi durante la seduta.  

 

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Le pagine hanno solo finalità divulgative ed educative, non costituiscono mezzo per autodiagnosi o di automedicazione, non sostituiscono la visita medica, che rappresenta il solo strumento per impostare un sicuro efficace trattamento terapeutico.