La tendinopatia della cuffia dei rotatori è una delle cause più frequenti di dolore alla spalla. Colpisce i tendini che permettono il movimento e la stabilità dell’articolazione e può comparire gradualmente oppure dopo sovraccarichi ripetuti, attività sportive o lavori manuali.
Il dolore può limitare attività quotidiane semplici come alzare il braccio, vestirsi, guidare o dormire sul lato interessato.
La cuffia dei rotatori è costituita da quattro muscoli e dai loro tendini:
sovraspinato
sottospinato
sottoscapolare
piccolo rotondo
Questi tendini stabilizzano la spalla e coordinano i movimenti del braccio.
Quando i tendini vengono sottoposti a sovraccarico, microtraumi ripetuti o degenerazione legata all’età, possono andare incontro a infiammazione, alterazione strutturale e dolore.
Le tendinopatie della cuffia dei rotatori possono avere origine multifattoriale.
Tra le cause più comuni:
movimenti ripetitivi sopra la testa
attività sportive (nuoto, tennis, palestra, pallavolo)
lavori manuali o posture prolungate
sovraccarico funzionale
alterazioni posturali
ridotta mobilità scapolare
invecchiamento tendineo
conflitto subacromiale
In alcuni casi il disturbo può essere associato a calcificazioni tendinee o a lesioni parziali della cuffia.
I sintomi possono comparire gradualmente e peggiorare nel tempo.
I più comuni sono:
dolore alla spalla
dolore laterale del braccio
dolore notturno
difficoltà ad alzare il braccio
perdita di forza
dolore durante alcuni movimenti
rigidità e limitazione funzionale
Spesso il dolore aumenta durante attività sopra la testa o nei movimenti di rotazione.
La valutazione fisiatrica consente di individuare la causa del dolore e distinguere la tendinopatia da altre patologie della spalla.
La visita comprende:
valutazione del movimento
test clinici specifici
analisi della postura e della biomeccanica
valutazione della forza muscolare
Quando necessario possono essere richiesti esami strumentali come:
ecografia muscolo-tendinea
radiografia
risonanza magnetica
Una diagnosi accurata è fondamentale per impostare il trattamento più appropriato.
Il trattamento dipende dalla gravità dei sintomi, dalla durata del disturbo e dalle esigenze funzionali del paziente.
Rappresentano il trattamento principale nella maggior parte dei casi.
Gli obiettivi sono:
ridurre il dolore
migliorare la mobilità
recuperare forza e controllo muscolare
correggere alterazioni biomeccaniche e posturali
In alcuni casi possono essere associate terapie strumentali antalgiche e antinfiammatorie.
Possono essere indicate in presenza di dolore persistente o infiammazione significativa.
Ridurre temporaneamente i movimenti irritativi aiuta il recupero del tendine senza interrompere completamente l’attività.
I tempi di recupero variano in base alla gravità della tendinopatia e alla tempestività del trattamento.
Nei casi lievi il miglioramento può avvenire in poche settimane; situazioni più croniche possono richiedere percorsi riabilitativi più lunghi.
La continuità degli esercizi e la correzione dei fattori predisponenti sono fondamentali per prevenire recidive.
È consigliabile una valutazione specialistica se compaiono:
dolore alla spalla persistente
limitazione nei movimenti
dolore notturno
difficoltà nelle attività quotidiane
perdita di forza
dolore durante sport o lavoro
Una presa in carico precoce permette spesso di evitare il peggioramento del quadro clinico e favorire un recupero più rapido e completo.
L’approccio fisiatrico mira a:
ridurre dolore e infiammazione
recuperare la funzionalità della spalla
migliorare la qualità del movimento
prevenire recidive e compensi posturali
favorire il ritorno alle normali attività quotidiane, lavorative e sportive
ANATOMIA E FISIOLOGIA
Cenni anatomici e di fisiologia della spalla
PATOLOGIE DELLA SPALLA
Tendinopatia cuffia rotatori
TRATTAMENTI UTILIZZATI
onde d’urto
infiltrazioni
Per prenotare visite e prestazioni diagnostiche è necessario contatto telefonico, invio di richiesta tramite il form contatti o invio di mail a contatti@ilfisiatra.it
La visita specialistica fisiatrica consente di valutare la funzionalità del paziente da un punto di vista globale (osseo, muscolare, articolare, neuro-motorio, ecc.), in condizioni normali o in seguito a traumi, per intervenire sia nel trattamento di patologie di nuova insorgenza, sia a scopo preventivo.
