19/Ago/2021

 

Il 4 agosto la Conferenza Stato Regioni ha espresso parere favorevole su due documenti di grande importanza per la nostra di disciplina: ha determinato l’accordo sul documento “Linee di indirizzo per la individuazione di percorsi appropriati nella rete di riabilitazione” e l’intesa sul documento “Criteri di appropriatezza dell’accesso ai ricoveri di riabilitazione ospedaliera”.

Si tratta di documenti lunghi e complessi, e meritano un’analisi che non è possibile condensare in poche righe. In estrema sintesi, il primo rappresenta una “linea di indirizzo nazionale da utilizzare come supporto per la programmazione, riorganizzazione e potenziamento dei modelli assistenziali e dei servizi sanitari e socio sanitari a livello regionale o locale” e indica criteri generali per lo sviluppo dei percorsi riabilitativi, in una prospettiva di continuità, dalla fase acuta di insorgenza della condizione disabilitante, alla fase ospedaliera, a quella territoriale/domiciliare. Sono importanti i riferimenti alla logica di una rete integrata di servizi e l’esplicito richiamo al Piano di Indirizzo 2011; aspetti più critici riguardano il minore approfondimento della fase territoriale e la mancanza di riferimenti alle problematiche dell’età evolutiva.

‎Il secondo documento riguarda specificamente l’assistenza riabilitativa nel ricovero ospedaliero, che delinea criteri omogenei per valutare l’adeguatezza dell’accesso alle unità codificate.‎‎ ‎‎56, 28 e 75, sia per le ammissioni immediatamente successivi ai ricoveri in strutture di assistenza acuta sia per coloro che non sono in continuità con gli eventi acuti.‎

‎I due dispositivi sono in fase di sviluppo da molti anni; ‎‎dopo l’approvazione del Piano di Orientamento 2011 (PINDRIA), nel 2012 uno studio sull’adeguatezza delle ammissioni alla riabilitazione è stato promosso dal Dipartimento pianificazione del Ministero con il supporto di un gruppo tecnico, al quale hanno partecipato gli stessi rappresentanti delle società scientifiche (tra cui SIMFER) che avevano lavorato e prodotto il Piano. ‎‎Sulla base dei risultati dello studio, nel 2015 lo stesso Dipartimento ha redatto una prima versione del documento sull’adeguatezza e lo ha inviato al Consiglio Superiore della Sanità.‎‎ ‎‎Il Consiglio ha consultato per la prima volta nel 2016 le Società Scientifiche, tra cui SIMFER.‎

‎In questa occasione, SIMFER ha espresso varie osservazioni sul documento, in particolare sulla necessità di includere indicatori funzionali nei sistemi di codifica (flussi SDO).‎

‎Il CSS ha espresso il proprio parere sul documento di appropriatezza nel giugno 2016. Successivamente, è stato oggetto di diverse rivalutazione e aggiornamenti da parte del Dipartimento programmazione. ‎‎Negli stessi anni, lo stesso Dipartimento ha sviluppato il documento sui percorsi, presentato formalmente alle Società Scientifiche per la prima volta nel 2018.‎

‎Il processo dei due documenti è sempre stato seguito con attenzione da SIMFER, che dal 2016 ha avuto numerosi momenti di confronto con i vari interlocutori istituzionali (Direzione Generale della Pianificazione Sanitaria, Consiglio Superiore di Sanità, Commissione Sanità della Conferenza delle Regioni …).‎‎ ‎‎In tali occasioni ha sempre cercato di contribuire al miglioramento dei due dispositivi, tenendo conto dei principi fondanti della nostra disciplina e dell’interesse generale‎‎ delle persone che si rivolgono ai nostri servizi. ‎‎Molte delle osservazioni e delle proposte di SIMFER sono state riconosciute durante le varie revisioni, comprese le osservazioni critiche su alcuni aspetti che non possono essere condivisi e su aspetti che non sono sufficientemente aggiornati o non aggiornati.‎

La SIMFER ribadiva da tempo la necessità di un aggiornamento normativo complessivo del settore, per favorire equità di accesso alle cure a livello nazionale ed una omogenea e adeguata qualità dei servizi. Tale necessità è ancor più impellente a seguito della pandemia di COVID19, che conferma il ruolo cruciale dell’assistenza riabilitativa, purtroppo pesantemente penalizzata dai recenti eventi.

‎SIMFER, pur avendo sempre segnalato vari aspetti critici, ritiene che i due documenti siano un primo passo importante in questa direzione anche perché prevedono una prima fase di sperimentazione e un’adeguata revisione dei sistemi di codifica delle attività riabilitativa ospedaliere, meglio orientati a descrivere la situazione clinica, il livello di complessità delle cure e le esigenze terapeutiche delle persone colpite da condizioni invalidanti di varia origine.‎

‎Con una lettera inviata alla Conferenza ‎‎Ministero e Stato-Regioni il 31 luglio scorso, SIMFER aveva nuovamente sollecitato la conclusione della procedura, rendendo disponibili le proprie risorse scientifiche, professionali e organizzative nella fase di sperimentazione e attuazione.‎

‎Quest’ultima posizione, presa dalla SIMFER nell’interesse generale, nonché per un giusto riconoscimento del contributo dato allo sviluppo dei documenti, ha suscitato varie critiche, in parte legate a interessi specifici, anche se legittimi, ma in molti casi a una conoscenza superficiale del contenuto dei documenti.‎

‎Accogliamo con favore il fatto che le nostre richieste siano state corrette e che il nostro desiderio sia stato esaudito, ma questo è solo un primo passo;‎‎ ‎‎SIMFER si impegna immediatamente ad analizzare con precisione gli effetti delle due misure, con la valorizzazione degli aspetti che possono contribuire a dare una migliore risposta ai nostri utenti e a correggere gli aspetti critici.‎‎ ‎‎Confidiamo nel contributo costruttivo di tutti in questa azione approfondita e nelle future fasi operative.‎


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15/Apr/2021

La Medicina Fisica e Riabilitativa o Fisiatria cresce nei bisogni della gente e nella risposta sanitaria e socio-sanitaria. Tuttavia, proprio per reggere a questo sviluppo cui molte altre Discipline aspirano, essa ha bisogno di riaffermare la propria identità scientifica: la sua specificità e non soltanto la sua versatilità, la sua profondità e non soltanto la sua ampiezza, le proprie radici biomediche e non soltanto il suo orizzonte sociale.


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Il fisiatra è un medico, quindi laureato in medicina e chirurgia, specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa con particolare esperienza nel trattamento di disabilità causata dalle diverse affezioni patologiche e/o dal dolore e con competenze specifiche in ambito neuromuscolare, osteoarticolare, cognitivo-relazionale, biomeccanico-ergonomico e psicologico.

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